Il teatro a domicilio. Telemomò in via del Pratello

Qualche mese fa, era ancora inverno, ho scoperto una cosa nuova capitando in una casa di via del Pratello, un normale appartamento dove abitano tre ragazzi che però hanno deciso di fare della loro casa uno spazio d’incontro: quando c’è un evento si suona il campanello, si sale e si entra in un soggiorno con gente sconosciuta e un bel buffet (che dà sempre una grossa mano). Una situazione potenzialmente traumatica dal mio punto di vista, che invece si è subito rivelata molto più semplice del previsto, direi del tutto naturale, calorosa. Il merito è loro, che sono persone amichevoli e aperte, e anche dello spettacolo in programma quella sera: Telemomò di Andrea Cosentino, che in caso di residui di ghiaccio da sciogliere fa perfettamente il suo lavoro.

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Dunque l’appartamento ha un nome, si chiama Terzo Piano Ascensore e da quel giorno ha inaugurato un bel programma di concerti, letture, incontri con gli autori. Anche lo spettacolo di Cosentino rientrava in un progetto più ampio, che si chiama Teatro x casa. Che è, si legge sul sito, una rete che mette in contatto artisti che fanno teatro di qualità con case illuminate che vogliono ospitare cultura e metterla a disposizione di un pubblico. Una risposta d’emergenza alla situazione teatrale italiana. Chiaramente non è la soluzione. In pratica funziona così: l’illuminato che desideri ospitare uno spettacolo di qualità in casa propria s’iscrive sul sito e lo sceglie; volendo, si potrebbe pensare di programmare una piccola stagione teatrale casalinga. Non ci sono spese, aperitivo a parte, come per ogni invito che si rispetti. Alla fine dello spettacolo l’artista chiede un contributo a offerta libera (che si suggerisce, però, non inferiore a 12 euro per sostenere il progetto). Lo spettatore, sullo stesso sito, trova il calendario e prenota lo spettacolo. Tutto qui. Immediato e speciale.

Quel giorno, i padroni di casa avevano paura che arrivasse poca gente, perché era un primo esperimento, e invece ci siamo dovuti sedere dappertutto, fitti fitti. Certo, molti dei presenti erano amici e conoscenti, ma anche persone finite lì per caso come me. Quando arrivo Andrea Cosentino è in cucina, adibita per l’occasione a sala fumatori e camerino per niente privato. Fa poi il suo ingresso in salotto e dà inizio a Telemomò, una presa in giro molto intelligente e molto divertente della televisione, un monologo tra teatro di narrazione e di animazione con parrucche, gambe di plastica e barbie che saltano fuori da una valigia, con quegli occhi sgranati, quelle espressioni indescrivibili che mi fanno tornare in mente un altro suo spettacolo, visto anche quello a Santarcangelo moltissimi anni fa (questa sarà una costante che si ripeterà almeno un racconto ogni due), L’Asino Albino, di cui ho ancora il cartoncino col disegno di un asino stilizzato e un sole giallo, fatto dalla mano di un bambino, appiccicato al muro.

Sarà che lo spazio è ristretto, sarà che non c’è alcuna barriera, sarà che un po’ s’è bevuto e ci si è trovati tanto bene, terminato lo spettacolo faccio un’altra cosa che normalmente mi risulta inconcepibile: parlare con l’attore. (Quando li intervisto per telefono, gli attori – quello è facile perché si fa per lavoro – capita che dicano: poi vieni a salutarmi in camerino, mi raccomando! E io rispondo: ma certo! Naturalmente non sono mai entrata in un camerino in vita mia, non so neanche da dove si passi).

Tutto questo certamente ha qualcosa in meno del teatro normale, ma anche qualcosa di più, di molto ricco e interessante. È parziale, si può portare in casa solo un certo tipo di teatro, e come dicono quelli che l’hanno inventato, chiaramente questa non è la soluzione. Però è una gran bella non soluzione, che smonta il rituale, che abbassa l’asticella senza abbassare la qualità, solo aiutando l’accesso, e che è facile possa pure far venire la voglia di andare in un teatro vero.

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Dove e quando l’ho visto: Bologna, Terzo Piano Ascensore, 25 novembre 2015

Dove e quando lo potete vedere: aggiornamenti sulla pagina facebook dell’attore

Qualche altra informazione: www.teatroxcasa.org, www.terzopianoascensore.com

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