Acqua, farina, teatro: insieme. Tutto quello che le Ariette sanno

Ho commesso un errore, un’ingenuità: ho cenato prima di andare al Teatro delle Moline a vedere l’ultimo spettacolo del Teatro delle Ariette. Probabilmente, avendo trovato nella presentazione un vago accenno a una focaccia o poco più, deve aver prevalso l’urgenza di riempire la pancia. Miscredente: forno acceso, farina, acqua e olio in prima linea, formaggi freschi e insalata, insieme a generosi contributi del pubblico (pizze farcite, frittatine, muffin al cioccolato). Chi non conosce Paola Berselli e Stefano Pasquini, menti, cuori e mani delle Ariette, potrebbe pensare che si stia parlando di cibo più che di teatro (ma perché no, poi). In verità i due, moglie e marito, attori e contadini, vivono in una casa di campagna a Castello di Serravalle, Valsamoggia, dove lavorano la terra, ascoltano le persone, raccolgono e raccontano storie, scrivono testi e preparano spettacoli, poesie, pane e tagliatelle, senza fare differenza tra tutte queste cose.

Li ho incontrati per la prima volta in una casa colonica a Santarcangelo molti anni fa, e non li ho più dimenticati; solo più tardi ho scoperto che quel pranzo-spettacolo era il lavoro più importante e conosciuto della compagnia. Li ho ritrovati a Bologna, e nonostante il mio reale desiderio fosse farmi adottare, ho intanto avuto il piacere di conoscerli e seguirli. Dunque questo è l’ultimo spettacolo che hanno realizzato, dopo una lunga e inconsueta residenza cittadina aperta a ospiti, amici e curiosi. Tutto quello che so del grano è una raccolta di memorie, della vita vissuta insieme negli ultimi trent’anni da Paola e Stefano. C’è il teatro, ovviamente, c’è l’amore, la campagna, l’infanzia, i ricordi, la felicità, l’attesa, la tristezza, l’incertezza. C’è tutto quello che è importante, e vero.

Cosa succede: un uomo e una donna una sera litigano, non sappiamo bene perché. Tutto quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto insieme. Molta gente si è innamorata di noi, insieme. Adesso come mai lei non lo accompagna più al mulino? Una lontananza da poco, a ben vedere. Ma comunque una mancanza per chi, la vita, l’ha costruita in due. In ogni caso, lui il mattino seguente si sveglia presto e inizia a impastare una focaccia per lei, e mentre il pane lievita le scrive una lettera per dirle tutto quello che ha capito e imparato del grano, dei sentimenti, delle emozioni. E anche lei, nel mezzo, legge, ricorda, racconta. Incorniciata da una ghirlanda di lucine luminose, come una regina, come una bambina, parla della mamma, di quei dettagli che si fissano nella mente quando si è piccoli. La lettera, che è qualcosa di molto privato, oltre che molto dimenticato, diventa di tutti.

Paola Berselli

 Lei ama il teatro, ma adesso lo mette in dubbio. Forse ha ragione Pasqui, stiamo facendo cose inutili, lui lo dice sempre che fa teatro solo per me e che altrimenti avrebbe fatto altro. Ha ragione, non ne vale la pena. E invece sì, e lo sanno bene entrambi, e se non vale in assoluto vale per il loro, di teatro, che coincide quasi interamente con la vita, che è vero come non si è visto mai, vero come il grano che l’amico Maurizio Ferraresi versa in un’artigianale e traballante composizione di tubi di plastica, e che finisce dentro una bacinella, direttamente sui piedi di Paola, vero come la focaccia che sta cuocendo in forno, di cui si spande in sala il profumo, che nessuno ha certo intenzione di mettere in dubbio e che tra un po’ tutti quanti andremo a mangiare, pancia piena o no, insieme sul palco, insieme agli attori e insieme all’uovo al tegamino, al formaggio e al vino.

C’ho messo 55 anni a capire qualcosa e quel poco che ho capito è che non so niente. Non importa se questa focaccia l’ho fatta con la farina di grano tenero o la semola rimacinata di grano duro, se è macinata a pietra e quale lievito ho usato. L’unica cosa che conta è che questa focaccia l’ho fatta per te. Ecco, questo è tutto quello che so del grano.

Tutto quello che so del grano

Dove e quando l’ho visto: Bologna, Teatro delle Moline, 22 marzo 2016

Dove e quando lo potete vedere: in questo momento non si sa, è ancora uno studio

Qualche altra informazione: www.teatrodelleariette.it

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